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Archivio per aprile 2010

L’Argentina prova a fare pace

14 aprile 2010 2 commenti

Da The Economist: del 31 marzo 2010.

BACK in 2005 when he oversaw a deal to restructure some $82 billion in bonds on which the country had defaulted four years earlier [...] The government offered new bonds worth only about 35% of the old ones. [...] Mr Kirchner ordered Congress to pass a law forbidding any further payment. The creditors obtained court orders barring Argentina from raising fresh debt in international markets. But the economy was recovering strongly, and the world was awash with liquidity: the government managed to sell bonds worth $8.5 billion in the local market and $7.6 billion to Venezuela, albeit in some cases at high interest rates. It even paid off the IMF, partly to avoid being forced to deal with the holdouts.
[...]Recession, from which Argentina is now recovering, pushed the public finances into the red. The [...]Venezuela’s Hugo Chávez has financial problems of his own. Argentina is feeling the price it has paid for excluding itself from the world financial system.
[...]Argentina’s bonds surged to prohibitive levels (see chart). So the government has tried to tap some unorthodox sources of revenue. First it nationalised private pension funds, allowing itself to draw on their $30 billion in assets. [...]
With markets calmer, Ms Fernández wants to make peace with the bondholders. At her request, Congress lifted the ban on reopening the debt restructuring. This month her officials filed a new offer with regulators in the United States, Italy and Japan. Although the details have not yet been made public, the terms are likely to be similar to those offered in 2005, while also including an extra bond to cover interest due over the past five years, according to Alberto Bernal of Bulltick Capital Markets, an investment bank. As with the previous deal, the new bonds may come with a warrant that will pay extra if the economy grows faster than forecast.
Investors have welcomed the news. The risk premium on Argentina’s bonds has fallen. Analysts reckon that around three-quarters of the holdouts will accept the deal, meaning that 94% of all the defaulted debt from 2001 will have been swapped.[...]And Argentina would then be free to borrow again.
Whether the government and Argentine companies will be able to do so as cheaply as their counterparts in Brazil and Chile depends on Ms Fernández changing other policies. [...]There is no sign of this. So Argentina’s debt is likely to continue to be bracketed with that of Ecuador and Venezuela as the riskiest in Latin America until Ms Fernández’s term ends in 2011.

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La lettura del book 1

6 aprile 2010 1 commento

È particolarmente utile, lavorando con i bond, imparare a ricavare più informazioni possibili dalla lettura del book la quale, in unione con tutti i nostri altri strumenti, ci aiuterà a capire le potenzialità del titolo di nostro interesse.
Credo di poter tralasciare una dissertazione su cosa sia e come funzioni un book, confidando che i meno informati colmino le proprie lacune sulle nozioni di base.
Le teorie sulla lettura del book in ambito azionario hanno una storia molto lunga ma hanno perso però quasi tutta la loro attualità ed efficacia nell’interpretare il mercato ormai dominato da automatizzazioni e giochi di specchi.
In ambito obbligazionario invece, i book dicono ancora la verità: non tutta naturalmente, sta a noi interpretare le loro parole; d’altra parte se il loro linguaggio fosse sempre cristallino ci annoieremmo non poco a vederci sempre giusto e non poterci mettere del nostro, non è vero?
Il book ci dice quante sono in un dato momento le persone interessate all’acquisto di quel determinato titolo, quante alla sua vendita, quanta fretta hanno di veder soddisfatte le proprie intenzioni, se si tratta di trader o di investitori, se questi sono pesci grandi o piccoli e quanti nuovi operatori richiamano gli scambi in corso.
Nell’esaminare tutti questi messaggi, ci troviamo subito di fronte a due grandi problemi: la limitata quantità di dati a nostra disposizione e la possibilità che questi siano falsati.
Il book che noi comuni mortali possiamo esaminare è costituito da soli 5 livelli. Sarebbe meraviglioso poter estendere lo sguardo oltre la siepe e vedere al di là dei primi livelli: debolezze, gap, piccole resistenze fino ad arrivare a grosse barriere invalicabili… ma questa possibilità è riservata solo a poche figure mitologiche della finanza, noi ci dobbiamo accontentare di poche righe numerate e aguzzare l’ingegno e la capacità deduttiva.
Da questi limiti pratici nasce anche la facilità con cui questi dati possono essere manipolati per raggiungere determinati scopi: accecare lo sguardo degli investitori, creare un’apparente barriera invalicabile o anche piccoli sassolini che però inceppano i nostri ingranaggi.

Book 1: impostazione rialzista


Cominciamo con il classificare tre tipi principali di book che indicano la fase in cui si trova il titolo.
Il primo book descrive un bond in cui la predisposizione all’acquisto è massima, infatti non sono presenti candidati venditori, chi possiede il titolo lo tiene in portfolio nell’attesa di offerte appetibili, chi non lo possiede dovrà partecipare con la massa di candidati acquirenti alle offerte al rialzo.
In questa fase il prezzo correrà verso l’alto favorendo priccole prese di profitto che colpiranno i primi livelli del denaro; la lettera sarà facilmente soddisfatta anche con eccesso di ottimismo: attenzione quindi ai prezzi che si offrono.

Book 2: impostazione laterale

Mano a mano che i possessori del titolo prendono profitto e soddisfano la schiera dei candidati acquirenti più frettolosi, rimangono quelli più tiepidi e si inizia a creare un fronte di venditori in lettera: arriviamo quindi al secondo modello di book proposto, in cui la lettera e il denaro vanno progressivamente ad appaiarsi estendendosi entrambi su tutti e cinque i livelli. Questa può essere definita una fase di equilibrio in cui possiamo operare in una lateralità spesso profittevole.
La fase di equilibrio presto diventa una fase di transizione e ci troviamo di fronte ad un book che tenderà a rispecchiare il terzo modello.

Book 3: impostazione ribassista

Spesso capita che ci troviamo già in questo terzo modello quando tutti e cinque i livelli del book sono occupati: data la nostra scarsa visibilità basterà uno scarico in denaro per rivelarci che il quinto livello a noi visibile era anche l’ultimo.
In questa fase nessuno pare più essere interessato all’acquisto del bond: è la fase in cui il panico rischia di farci fare madornali errori. I possessori del titolo, non vedendo offerte d’acquisto (o vedendone molto poche) corrono al ribasso con le proprie offerte sperando di essere eseguiti.
Mai come ora è importante tenere ben presente i prezzi a cui il titolo scambia e lo scenario macroeconomico: se non si è in presenza di notizie preoccupanti non bisogna svendere i propri titoli. Spesso il denaro si svuota malgrado il prezzo permanga su livelli di supporto non affatto preoccupanti per l’integrità del nostro trade.
Questa fase finale del ciclo costituisce la fine delle prese di beneficio, l’interesse dei compratori non si è ancora manifestato nell’attesa di un bottom; in questa fase il denaro viene liquidato facilmente di conseguenza, con le debite precauzioni, è la fase migliore per tentare acquisti a medio termine: presto arriveranno i primi colpi in lettera che consumeranno i livelli più pessimisti oltre i quali potremmo chiudere con un buon gain.
Le parole chiave sono: niente panico e saper aspettare.

Categories: Trading Pratico
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